Cari amici e amiche della Congregazione della Missione,
dall’inizio del 2024 ho assunto il servizio di Postulatore Generale della Congregazione della Missione e delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli. In questo breve ma intenso periodo sto scoprendo l’immensa bellezza del carisma della Famiglia Vincenziana, incarnata negli esempi di vita dei nostri Santi, Beati, Venerabili e Servi di Dio. Per me, essi sono i migliori promotori del nostro carisma. Tuttavia, perché questa testimonianza possa giungere più lontano, è necessaria anche la nostra collaborazione.
Per questo motivo si è deciso di affiancarmi un collaboratore stretto, che mi aiuterà nel servizio dell’Ufficio della Postulazione Generale. Colgo dunque l’occasione per presentarvi il mio segretario, Antonino Cottone.

Intervista ad Antonino Cottone
Caro Antonino, per cominciare, puoi dirci qualcosa di te? Da dove nasce la tua passione per le reliquie e da quanto tempo te ne occupi?
Sono Antonino Cottone, ho 44 anni e provengo da Misilmeri, un paese alle porte di Palermo. La mia passione per il mondo del sacro è nata fin da bambino, frequentando la mia parrocchia d’origine e partecipando a vari gruppi parrocchiali. Ho iniziato con la raccolta di santini, collezione che coltivo ancora oggi. Successivamente ho collaborato a lungo con un laboratorio di restauro nel mio paese, dove ho conosciuto i primi reliquiari e i paperoles, la meravigliosa arte della filigrana di carta. Me ne sono appassionato a tal punto da trasformarla nel mio lavoro.
Che cos’è per te una reliquia? Qual è il significato del tuo lavoro? Il culto delle reliquie ha ancora ragione di esistere oggi?
La reliquia è ciò che rimane di un Santo o di un Beato: per me è qualcosa di prezioso. Avere il privilegio di toccarle e custodirle significa sentire quei Santi e Beati vicini, instaurando con loro un rapporto confidenziale, affidandomi a loro nei momenti più importanti e pregando spesso per chi ha bisogno.
Sono convinto che il culto delle reliquie esista ancora: in alcuni Paesi è molto vivo, in altri meno. In Italia, dipende spesso dalla sensibilità dei parroci. Ci sono comunità dove le reliquie vengono valorizzate e utilizzate come strumenti di evangelizzazione, esposte alla venerazione dei fedeli; e altre, invece, dove restano abbandonate in soffitte polverose, in attesa di essere risistemate e collocate nei luoghi a loro più consoni.
Il mio lavoro serve proprio a questo: rendere presentabili i reliquiari, confezionare teche e reliquiari per Beatificazioni e Canonizzazioni, sistemare le lipsanoteche, curare i trattamenti e le ricognizioni canoniche.
C’è un ricordo speciale legato al tuo lavoro che desideri condividere?
Ho tanti ricordi, ma alcuni mi sono particolarmente cari. Ad esempio, il confezionamento e la sistemazione delle reliquie del Beato Giuseppe Puglisi, martire della Chiesa palermitana, che ho avuto l’onore di conoscere personalmente in qualche occasione. Ricordo anche il reliquiario con un frammento della Sacra Culla donato dal Santo Padre Francesco alla Basilica della Natività di Betlemme; il confezionamento dell’interno della croce di Papa Leone XIV, con reliquie di Santi e Beati agostiniani; e i numerosi reliquiari con reliquie di San Pio, Santa Rita, Santa Teresina e molti altri, preparati in occasione di celebrazioni di Canonizzazione.
Come vedi il tuo nuovo incarico presso la Postulazione Generale della Congregazione della Missione?
Lo considero il raggiungimento di un obiettivo importante. Oltre alla cura delle reliquie dei Santi e dei Beati della Congregazione, grazie al Postulatore Generale ho la possibilità di approfondire la conoscenza dei procedimenti delle Cause, materia che ho studiato attraverso lo Studium del Dicastero delle Cause dei Santi. Inoltre, partecipo alla gestione dell’Ufficio di Postulazione Generale, assistendo il Postulatore nei passi fondamentali per il proseguimento delle Cause.
Per me è anche un’occasione preziosa per scoprire e conoscere la santità cristiana nella sua forma vincenziana, incontrando numerose persone che hanno incarnato il carisma di San Vincenzo, patrono delle opere di carità nella Chiesa.
Quindi, possiamo augurarci una buona e proficua collaborazione?
Certo, con gratitudine.
P. Serhiy Pavlish, C.M.
Postulatore generale
