Il Beato Rafael è nato a Valencia il 18 gennaio 1917 da José e María de los Ángeles e ricevette il battesimo a Valencia, nella Parrocchia di San Juan, 19 gennaio 1917.
Rafael era il più piccolo di una famiglia della classe medio-alta di Valencia, molto attenta all’educazione religiosa, morale, sociale e culturale dei propri figli. Sua madre, María Garín Martí, e i suoi fratelli maggiori saranno i suoi modelli fin da bambino. Il padre, José Lluch Meléndez, professore di matematica, morì il 24 ottobre 1918, quando lui aveva appena due anni.
Nel 1928 la famiglia si trasferì a Madrid. Nel 1931 fu fondato il ramo giovanile dell’Associazione della Medaglia Miracolosa nella Basilica della Vergine della Medaglia Miracolosa e tra i fondatori figurano i suoi fratelli Vicente e Santiago. Quest’ultimo fu un grande missionario paolino in Nord America e un ottimo musicista. Anche Rafael fece parte dell’Associazione e aiutava durante la messa nella Basilica quando celebrava P. Serra. Nel 1933 tornarono a Valencia, senza perdere i contatti con il centro mariano della Basilica della Vergine Miracolosa di Madrid. Nel 1936 Rafael era un giovane di 19 anni in ottima salute e di costituzione atletica, allegro, intelligente, molto responsabile, generoso, di morale integra, disponibile, pio e di fine sensibilità artistica. In pieno periodo di persecuzione religiosa portava in tasca un’immagine della Vergine dei Desamparados. Avvertito del pericolo di portare simboli religiosi, rispose: «Prima mi toglieranno la vita che mia Madre». Dalla casa del suo amico José Luis Giménez Sanchín, a La Cañada, vicino a Valencia, si sentivano le mitragliatrici che fucilavano la gente nel maneggio di Paterna. Dichiarò che se fossero venuti a prenderlo sarebbe morto gridando «Viva Cristo Re!». Ed è quello che fece. Il 20 luglio 1936 fu arrestato suo cognato, il farmacista di Picassent (Valencia), e lui si occupò dell’attività. Gestiva la farmacia con il benestare delle autorità repubblicane, ma sotto stretto controllo. Al tramonto del 12 ottobre 1936, due miliziani e una ragazza di Alcàsser con cintura e pistola ispezionarono la farmacia. Gli presero la bicicletta Altión che gli serviva come mezzo di trasporto e lui non protestò. Ma quando i miliziani cominciarono a bestemmiare contro la Madre di Dio e vollero strappare il quadro della Vergine che si trovava nella zona del laboratorio, Rafael disse loro di prendere quello che volevano, ma di non toccare la Vergine. Di fronte a questo atteggiamento, la miliziana disse: «E questo bel ragazzo lo lasciate qui?». Lo portarono immediatamente in prigione. Lo tennero per tre giorni nella caserma della guardia civile di Sollana, incitandolo a bestemmiare, con minacce di ritorsioni e il 15ottobre lo uccisero a Silla. I miliziani assassini consegnarono a sua madre questo biglietto trovato nella sua tasca: «Non piangere, mamma; voglio che tu sia contenta, perché tuo figlio è molto felice. Darò la vita per il nostro Dio. Ti aspetto in Paradiso».
Ufficio della Postulazione Generale