Il documento caricato è un materiale per un ritiro spirituale, preparato da P. Aarón Gutiérrez Nava CM, e riguarda il tema della “consacrazione e profezia”. È destinato a essere utilizzato per la preghiera e la meditazione durante un intero mese, non in un solo giorno...
Il documento caricato è un materiale per un ritiro spirituale, preparato da P. Aarón Gutiérrez Nava CM, e riguarda il tema della “consacrazione e profezia”. È destinato a essere utilizzato per la preghiera e la meditazione durante un intero mese, non in un solo giorno. Il documento parte dal concetto che oggi mancano profeti nella società e sottolinea la necessità di figure profetiche che, con passione, si impegnino nell’evangelizzazione e nella giustizia sociale, soprattutto per i poveri.
Viene descritto il ruolo del profeta come qualcuno che, seguendo l’esempio di Gesù, è chiamato a cambiare la storia del mondo con ardore e fervore. La profezia si lega fortemente alla vocazione cristiana, con l’invito a rinnovare la propria consacrazione tramite una vita di preghiera, riflessione e pratica dei consigli evangelici (povertà, castità e obbedienza). Il documento affronta anche il problema dell’ateismo pratico, dove le persone vivono come se Dio non esistesse, pur credendo in Lui.
L’autore invita a rivitalizzare la dimensione profetica della vita consacrata, evidenziando la necessità di andare contro l’idolatria contemporanea legata al potere, al denaro e al sesso, e di rinnovare il proprio impegno verso Dio e i poveri. Infine, propone una serie di riflessioni e azioni per ravvivare lo spirito profetico, facendo leva su concetti come la stabilità, l’obbedienza e la castità, vissuti come atti di amore e servizio radicale verso Dio e il prossimo.
Domenica 11 gennaio celebriamo il Battesimo del Signore: al Giordano Gesù entra nella nostra storia e inaugura la missione.
Il cielo si apre, lo Spirito scende, il Padre lo proclama Figlio amato: la Trinità si rivela nella mitezza.
Leggi l’articolo e rinnova la grazia battesimale, per servire ed evangelizzare i poveri nello stile vincenziano.
Nella solennità dell’Epifania la Chiesa contempla il mistero di Cristo che si manifesta: non per un’élite religiosa, non per un popolo soltanto, ma per tutte le genti. La pagina evangelica dei Magi (Mt 2,1-12) è, al tempo stesso, narrazione e profezia: racconta un cammino reale e, insieme, indica la traiettoria permanente della fede, che è sempre ricerca, uscita, adorazione, conversione.
Vi invitiamo a scoprire, attraverso questo video, la vita dell’Istituto Durando, casa di formazione dei seminaristi della Congregazione della Missione in Vietnam.
Quando Dio si fa povero, il presepe diventa una “chiave di vita”: ecco il Natale secondo san Vincenzo de’ Paoli. Dalla mangiatoia impariamo umiltà e servizio, riconoscendo Cristo negli emarginati e negli “scartati”. Un invito alla Famiglia Vincenziana: trasformare la povertà in speranza, con fraternità e carità condivisa.
San Vincenzo, figlio di un povero contadino, ci guida alla scuola del presepe e della povertà evangelica.
Nel Bambino di Betlemme scopriamo una Chiesa che sceglie la semplicità, vicina ai poveri e alle periferie.
Una meditazione natalizia per riconoscere la nostra fragilità come luogo in cui Dio ricomincia la missione.
San Vincenzo de’ Paoli non guardava solo ai poveri “di fuori”, ma anche alla povertà nascosta di preti e diocesi ferite.
In questo articolo scopriamo come la cura del clero diventi, nel suo pensiero, un atto di giustizia verso il popolo più povero.
Una riflessione attuale per la Congregazione della Missione e per una Chiesa davvero povera per i poveri.