Vincenzo è uno dei nomi più diffusi in Italia, ma chi cerca la data del suo onomastico trova tre risposte diverse. Non è un errore: nel calendario esistono più santi con questo nome, e ciascuno ha la propria memoria liturgica. Ecco quale vale, e perché.
22 gennaio: San Vincenzo di Saragozza, diacono e martire
5 aprile: San Vincenzo Ferrer, domenicano
27 settembre: San Vincenzo de’ Paoli, fondatore della Congregazione della Missione
In Italia l’onomastico di Vincenzo si festeggia tradizionalmente il 22 gennaio. È la data più antica e la più radicata, soprattutto nel Centro-Sud, dove il nome è più diffuso. Chi porta il nome in onore di san Vincenzo de’ Paoli, però, celebra il 27 settembre.
È il più antico dei tre. Diacono della Chiesa spagnola, fu arrestato durante la persecuzione di Diocleziano e morì a Valencia nel 304, dopo il carcere e la tortura.
Il suo culto si diffuse in tutto il Mediterraneo con una rapidità sorprendente. Già all’inizio del V secolo sant’Agostino gli dedicava omelie ogni 22 gennaio, chiedendosi quale provincia dell’impero non celebrasse quell’anniversario. È patrono di Lisbona ed è considerato, insieme a Stefano e Lorenzo, uno dei tre grandi diaconi martiri della Chiesa.
Fu proprio la popolarità di questo culto, nei primi secoli cristiani, a rendere Vincenzo un nome comune. Per questo il 22 gennaio resta la data di riferimento.
Nello stesso giorno si celebra anche san Vincenzo Pallotti, sacerdote romano fondatore della Società dell’Apostolato Cattolico, morto nel 1850.
Domenicano valenciano, nato nel 1350 e morto a Vannes nel 1419, fu uno dei predicatori più ascoltati del suo tempo e attraversò l’Europa in un’epoca lacerata dallo scisma d’Occidente.
In italiano il suo nome compare spesso nella forma Vincenzo Ferreri. È molto venerato in Spagna e in alcune zone del Sud Italia, dove numerose parrocchie gli sono dedicate.
Nato in Guascogna nel 1581 e morto a Parigi nel 1660, è il più recente dei tre e quello il cui nome ricorre più spesso nelle opere assistenziali: ospedali, scuole, associazioni caritative.
Fondò la Congregazione della Missione nel 1625 e, insieme a santa Luisa de Marillac, le Figlie della Carità nel 1633. Organizzò il soccorso alle popolazioni devastate dalle guerre, riformò la formazione del clero e creò una rete di assistenza che in gran parte esiste ancora oggi. Pio XI lo proclamò patrono di tutte le opere di carità.
Chi desidera conoscerlo più da vicino trova il racconto della sua vita nella sezione dedicata di questo sito, e può unirsi alla novena che prepara alla festa, dal 18 al 26 settembre.
Una precisazione che genera spesso confusione: la Società di San Vincenzo De Paoli, l’associazione laicale presente in molte parrocchie italiane, porta il suo nome ma è un’organizzazione distinta, fondata nell’Ottocento da Federico Ozanam. Anch’essa celebra il 27 settembre.
Il nome è talmente diffuso che il martirologio ne registra diversi altri. Tra i più noti in Italia, san Vincenzo Maria Strambi, vescovo passionista, il 25 settembre, e san Vincenzo Grossi, il 7 novembre.
Al femminile, santa Vincenza Gerosa si celebra il 28 giugno.
Deriva dal latino vincens, participio presente del verbo vincere. Significa, letteralmente, «colui che vince».
Nei primi secoli cristiani il nome fu scelto proprio per il suo valore simbolico: il martire vittorioso non sulle armi, ma sulla paura. Le forme abbreviate più comuni sono Enzo e Vincenzino; al femminile, Vincenza ed Enza.
Secondo i dati ISTAT il nome è portato in Italia da oltre mezzo milione di persone, con una concentrazione particolarmente alta in Campania, Sicilia e Puglia.
Quando si festeggia l’onomastico di Vincenzo?
Tradizionalmente il 22 gennaio, in memoria di san Vincenzo di Saragozza. Chi porta il nome in onore di san Vincenzo de’ Paoli festeggia il 27 settembre, e chi lo porta in onore di san Vincenzo Ferrer il 5 aprile.
Perché ci sono tre date?
Perché nel calendario liturgico esistono più santi di nome Vincenzo, ciascuno con la propria memoria. La scelta dipende dal santo a cui il nome si riferisce.
Qual è la data più usata in Italia?
Il 22 gennaio, per ragioni storiche: è il culto più antico e quello che rese comune il nome.
Quando si festeggia Vincenza?
Il 28 giugno, memoria di santa Vincenza Gerosa.
Che cosa si celebra il 27 settembre?
La memoria liturgica di san Vincenzo de’ Paoli, patrono di tutte le opere di carità e fondatore della Congregazione della Missione.