
Durante questi giorni hanno visitato le tre case o comunità locali presenti nella Regione: il Santuario della Merced, nel cuore dell’Havana Vecchia; la Parrocchia La Milagrosa, nel municipio di Diez de Octubre e la parrocchia missionaria San Joaquín, situata nella provincia orientale di Santiago di Cuba.
Durante la visita si sono svolti importanti e commoventi incontri, con i fedeli che assistiamo, con i membri della Famiglia Vicentina e i consigli parrocchiali, le Figlie della Carità, i vescovi nelle cui Chiese particolari facciamo presenza.
Dalla parte orientale si evidenziano le celebrazioni domenicali del 21 gennaio con le comunità di San Luís e Mella, la visita al Santuario Nazionale della Vergine del Cobre, Patrona di Cuba, l’incontro e pranzo con l’arcivescovo di Santiago di Cuba e parte del presbiterio che di consueto si riunisce i lunedì a pranzare nella casa arcivescovile. Inoltre c’è stato tempo per visitare la tomba dei confratelli e delle Figlie della Carità nel Cimitero di Santa Ifigenia. Abbiamo pregato per i confratelli che riposano lì e per tutti quelli che hanno terminato la loro missione servendo i poveri in questa isola. Il trasferimento dall’Havana a Santiago di Cuba è stata un’occasione per ammirare la bella geografia dell’isola caraibica, così come per rendersi conto della sua situazione decadente.
Il 25 gennaio, anniversario della Fondazione della Congregazione, si è celebrata l’Eucaristia nel santuario della Merced insieme a tutta la Famiglia Vicentina dell’Havana. Si sottolinea l’apertura dei 400 anni della Piccola Compagnia, come la chiamava San Vincenzo. Lo stesso giorno ha formulato i buoni propositi l’unico studente della Regione, che ha svolto il suo Seminario Interno insieme a Clapvi nord a Santo Domingo, Repubblica Dominicana. Sarà, Dio mediante, una vocazione a frate all’interno della CM.
Si evidenziano i dialoghi personali con i confratelli che lavorano qui e che ormai appartengono a quattro nazionalità: cinque cubani, un messicano, un filippino arrivato da pochi mesi e due colombiani. Ricordiamo che la Provincia di Colombia ha contribuito ininterrottamente con vari confratelli fin dall’inizio degli anni ’90.
Va detto anche, onorando la verità, che il motivo della visita includeva lo studio e la valutazione degli Statuti della Regione che erano previsti per tre anni, ma l’agenda serrata non ha permesso di affrontare in pieno lo studio e la riflessione, aspetti essenziali per la consolidazione del cammino congregazionale in questa chiesa bisognosa di Cuba. Resta l’impegno di riprendere tale riflessione durante l’anno e introdurre le modifiche pertinenti negli statuti, così come il nuovo piano pastorale per il prossimo triennio e le rispettive norme regionali.
La visita si è conclusa con due incontri degni di nota: il primo con la responsabile degli Affari Religiosi del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, e il secondo con il Cardinale dell’Havana, Juan de la Caridad. Così si è svolta, a grandi linee e senza ulteriori dettagli, la visita del Successore di San Vincenzo. Alcuni affermano che gli ultimi quattro superiori generali hanno visitato Cuba; almeno degli ultimi tre ci sono prove e memoria recente.
Concludo dicendo che la visita si è svolta in un momento molto difficile e critico per Cuba, a causa della crisi sociale, politica ed economica che attraversa il paese nei suoi 65 anni di storia rivoluzionaria. Come Chiesa non ci resta che continuare ad accompagnare il popolo e pregare affinché, in qualche momento, la situazione cambi, e che ciò che i cubani cercano altrove emigrando, lo trovino qui nella loro terra.
P. Héctor Manuel Farfán Murte cm